Storie Vere

Giovanni Falcone – Recensione

La prima ‘Storia vera’ della rubrica ‘Storie Vere’ del mese di maggio non poteva che essere quella di Giovanni Falcone, del Giudice Istruttore Giovanni Falcone, ucciso da ‘Cosa Nostra’ nella strage di Capaci del 23 maggio del 1992. Abbiamo deciso di anticipare la pubblicazione dell’articolo relativo al film dedicato alla sua figura, scegliendo la data del 18 maggio, non per coprire tutta la settimana del ventottesimo anniversario della sua tragica morte, ma perché in questo giorno, Giovanni Falcone, avrebbe compiuto 81 anni.

L’opera biografica dedicata a lui è semplicemente intitolata con il nome e cognome ed è stata diretta dal regista Giuseppe Ferrara ed uscì il 28 ottobre del 1993, un anno e mezzo dopo i tragici fatti riportati nel film. Tragico, cruento e, nella sua essenza, con un forte taglio documentaristico. Questi gli elementi che hanno composto ‘Giovanni Falcone’, non solamente perché tutti i singoli passaggi fondamentali della vicenda sono introdotti con la data; ma anche per la struttura della trama in sé: fatti ricostruiti e recitati da attori coadiuvati, anche e soprattutto, da immagini di repertorio. Con un taglio ulteriormente giornalistico e, addirittura, quasi a seguire persino l’ordine di un fascicolo processuale nella ricostruzione stessa degli eventi.

Difatti il film è fondamentalmente costituito, come base della sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso regista ed Armenia Balducci, da documenti sia processuali che editoriali, quest’ultimi intesi come libri, articoli di giornale ed interviste. Il tutto è sorretto dall’intrigante colonna sonora, la quale passa agilmente da un momento di alta tensione a momenti drammatici. Ecco, proprio su questo elemento gli sceneggiatori avrebbero potuto lavorare di più, senza trasformare un ottimo lavoro in risultato troppo mieloso.

Ad interpretare l’iconico Giudice Istruttore c’è Michele Placido, il quale si è calato molto bene nel ruolo; Paolo Borsellino, anch’egli Giudice Istruttore e amico di Falcone, è impersonato da Giancarlo Giannini, molto somigliante e nominato come attore non protagonista ai David di Donatello del 1994; Francesca Morvillo, moglie di Giovanni, da Anna Bonaiuto; mentre il Commissario Antonino Cassarà ha il volto di un giovane Massimo Bonetti, il futuro ‘Pietro Guerra’ della serie tv ‘La Squadra’.

Un personaggio che viene un po’ messo in sordina, come se non fosse rilevante per la storia in sé è il Commissario Giuseppe Montana, impersonato da Leonardo Treviglio; mentre ulteriore spazio viene data alla figura del poliziotto Calogero Zucchetto, interpretato da Paolo De Giorgio.

Al di là di questi particolari che sono delle mere scelte del regista, il film non narra a tutti gli effetti la vita di Giovanni Falcone, non ripercorre gli anni giovanili per poi giungere a quelli professionali. L’apertura vera e propria è contraddistinta da due momenti particolari: la prima rappresentata dal giuramento in parallelo, prima di un mafioso e poi quello di Giovanni; la seconda con la data 23 Aprile 1981, con l’assassinio del boss Stefano Bontate. Per poi giungere al tragico e duplice epilogo: con la morte sia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Prodotto da Fabrizio Di Clemente, anch’egli nominato come miglior produttore al David di Donatello del 1994, ‘Giovanni Falcone’ è il primo di una lunga serie di film e fiction dedicati su quei tragici eventi. Meno trascinante dal punto di vista emotivo, ma è comunque un e proprio pugno allo stomaco a tutti coloro che credono nelle Istituzioni. È comunque impossibile annoiarsi, si arriva fino al tragico epilogo con la forte curiosità di sapere cosa sia realmente successo grazie ad una sceneggiatura dal ritmo serrato. Un’opera biografica, dunque, da vedere e rivedere, da scoprire e riscoprire e da “usare” come prima su tutte le altre opere successivamente realizzate, per conoscere in maniera ordinata i fatti per poi approfondirli, su un fatto di cronaca che ancora oggi recrimina giustizia non solo da un punto di vista processuale ma anche e soprattutto dal punto di vista morale.

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