Storie Vere

QUANDO KEVIN COSTNER CERCO’ DI FAR RIVIVERE IL MITO DI WYATT EARP

Un Kolossal che non ebbe fortuna rispetto alle altre versioni precedenti

Il mito del west e ‘Storie Vere’. Dopo un bel po’ di tempo la rubrica ritorna ad analizzare film che rievocano fatti realmente accaduti. Torna con un episodio abbastanza singolare della storia americana, ma al tempo stesso ripreso più volte dalla stessa settima arte. Un evento datato 26 ottobre 1881 e conosciuto come la ‘Sfida all’OK Corrall’. I protagonisti, reali e assoluti, della mitica sparatoria furono i fratelli lo sceriffo Wyatt Earp ed i suoi fratelli, con il bounty killer ‘Doc’ Holiday e i Clanton ed i MCclure.

L’episodio, come detto, ha ispirato molte volte, nel corso dei decenni, il cinema. La prima volta fu Henry Fonda ad immortalare, sul grande schermo, le gesta di Wyatt Earp nel 1946. Il film s’intitolava ‘Sfida Infernale’ ed era diretto da John Ford. Nove anni più tardi, nel 1957, furono Burt Lancaster e Kirk Douglas a far rivivere le gesta di quegli eroi con l’omonimo film ‘Sfida all’Ok Corrall’. Ma in questa occasione l’articolo è interamente dedicato alla versione di metà anni ’90. Diretta dal regista Lawrence Kasdan ed interpretata da Kevin Costner, semplicemente intitolata ‘Wyatt Earp’.

L’opera interamente biografica e che narra trenta anni del leggendario sceriffo di Tombstone, vede nel cast, oltre a Kevin Costner attori, come Bill Pullman, Tom Sizmore, Dennis Quaid e Gene Hackman. Con la partecipazione Jeff Fahey, Mark Harmon. La sceneggiatura è stata realizzata dallo stesso regista, mentre il produttore era lo stesso Costner.

Paradossalmente l’attore protagonista, considerato all’epoca ‘Il mito degli anni ‘90’, era stato contattato per un’altra versione sulla rievocazione della sparatoria. Ma quando venne a sapere che la sceneggiatura avrebbe dato spazio a personaggi secondari alla vicenda stessa, si sfilò dal progetto per realizzare una versione tutta sua. Al suo posto fu ingaggiato Kurt Russell. Il titolo del film? ‘Tombstone’. Qual è il paradosso? Che Kevin Costner prese parte ad una produzione da 63 milioni di dollari, incassandone solamente 25 milioni al botteghino; mentre per ‘Tombstone’ speserò quanto aveva incassato Kevin Costner, con un guadagnò di 56 milioni di dollari.

I centottanta minuti di durata rappresentano un chiaro omaggio non solo all’uomo, come logico che fosse, ma anche all’intramontabile epoca del west. Nel film i motivi per cui si giunge al famoso epilogo sono un po’ romanzati. Difatti è pur vero che Wyatt Earp era lo sceriffo, insieme ai suoi fratelli, di Tombstone ma la storia, vuole, che la sparatoria non avvenne semplicemente per uno chiaro antagonismo tra bene e male. Bisogna anche ammettere che lo stesso Costner non appare in gran forma. La sua performance appare troppo macchinosa ed inespressiva per tutto il film, tant’è vero che ottenne persino un razzie awards.

Mentre gli altri interpreti sembrano più sciolti, più naturali. Fra tutti, oltre a Gene Hackman, un superlativo Dennis Quaid nei panni del ‘Bounty Killer’ ed amico dello sceriffo Earp, Doc Holiday.

Nonostante queste negatività il film è comunque da seguire con attenzione e da scoprire. Non è un capolavoro del genere ma nemmeno da bocciare a priori. Forse, non è stata nemmeno la durata ma in alcuni momenti i tempi sembrano dilatarsi togliendo, così, parecchio attrattiva nei confronti di chi lo vede. Indubbiamente si poteva fare meglio, senza dimenticare la monumentale colonna sonora composta da James Newton Howard, la quale avrebbe meritato un premio. Un riconoscimento, però, Costner e Company l’ottennero: l’Oscar per l’ottima fotografia di Owen Roizman.

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