Trilogia di Batman

Sequels & Saghe

QUELL’EPICO FINALE DE IL CAVALIERE OSCURO

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Il terzo capitolo concluse una trilogia irripetibile

E siamo giunti, anche un po’ a malincuore, al termine di questa ennesima saga che ha decretato la ripresa della rubrica dopo la pausa estiva. Partendo dal presupposto che in una serie di film cinematografici, nel caso specifico di una trilogia, l’ultimo capitolo è quello che non deve mai deludere, altrimenti tutto il lavoro svolto diventa inutile. Anche se c’è da considerare che tutti e tre sono oltremodo rilevanti: il primo perché rappresenta l’apertura, il secondo perché rappresenta il continuo e il terzo, appunto, la chiusura, per non dire che deve rappresentare un più che degno epilogo.

Nel caso ispecie della trilogia di Nolan, su Batman, l’attesa, dopo gli strepitosi capitoli del 2005 e del 2008, era ulteriormente alta quando, lo stesso regista inglese, annunciò che ‘Il cavaliere Oscuro – Il ritorno’ avrebbe determinato la chiusura del cerchio, per non dire la chiusura di un discorso suddiviso in tre parti sull’uomo pipistrello.

Normale aspettarsi, dunque, se non proprio un film superiore ai precedenti, almeno un lavoro dello stesso livello dei primi due capitoli. E si può dire che la delusione non ci fu. Il finale che lo stesso genio di Christopher Nolan ha ideato per Batman è uno dei più belli, entusiasmanti e commoventi della storia non solo del genere cine-fumettistico ma del cinema in generale.

Si riparte dalla ‘tagline’ non ufficiale del 2008: ‘o muori da eroe o vivi a lungo da diventare il cattivo’. Questo concetto è ben inteso fin dalle prime scene del terzo e ultimo episodio della saga dell’uomo pipistrello, in cui Batman si era preso la colpa dei crimini commessi da Harvey Dent/Due Facce. Ma a rimettere tutto in discussione c’è un nuovo nemico.

Il suo nome è Bane. Un componente della ‘Setta delle ombre’, affrontata e distrutta nel primo film. Ma Bruce Wayne, in questo capitolo, appare stanco, invecchiato e disilluso. E’ comunque consapevole che non può tirarsi indietro e che deve scontrarsi con il nuovo villain. Nella sua decisione si mette tutti contro, persino la spalla di sempre: il fedele maggiordomo Alfred Pennyworth.

In questa nuova sfida, però, non è solo: c’è l’attempato e disilluso Commissario Gordon, la misteriosa ladra Selina Kyle conosciuta come Cat-Woman, impersonata da Anne Hathaway, e da un altrettanto misterioso e giovane agente di polizia di nome Blake, impersonato da Joseph Gordon Levitt. In realtà questo personaggio è un omaggio alla terza versione del partner storico, Robin, che nei fumetti era proprio un poliziotto.

Dopo la morte di Dick Grayson, sempre nei fumetti, Bruce Wayne si prende cura di un altro orfanello chiamato proprio Blake, ed era un poliziotto di pattuglia. Elemento rispettato in parte in questo capitolo finale. In una scena Blake con Bruce Wayne afferma di aver capito chi è Batman e che lo stesso eroe mascherato ha l’obbligo di tornare.

‘Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno’ si fonda su due attese: quella dell’entrata in scena di Batman e se alla fine l’eroe di Gotham paga a caro prezzo il suo ritorno. L’epilogo, ossia la battaglia finale che si svolge all’alba, può essere interpretato come il termine del periodo di oscurità vissuto dalla città, Gotham City, e dal protagonista.

Le quasi tre ore del film sono un lungo ed epico addio e con una battaglia suddivisa, intelligentemente, in tanti piccoli significativi momenti che tengono sul fiato sospeso lo spettatore. Il cavaliere oscuro – il ritorno, di sicuro, non è allo stesso livello del precedente capitolo. Ma, molto probabilmente, è il miglior terzo episodio della storia delle trilogie cinematografiche.

Non si può non terminare questo articolo con la fra se più bella del film. Una frase che riassume l’essenza stessa della parola eroe: